da un paese in via di sottosviluppo

MA ESISTE ANCORA IL PD?

19.09.2010 17:33

 

pubblicata da freedom24 - LIBERTA' D'INFORMAZIONE il giorno domenica 19 settembre 2010 alle ore 17.26
 

 

 

Walter Veltroni con Massimo D'Alema

 

 

MA ESISTE ANCORA IL PD? 

 

Veltroni e D’Alema. Passati tre anni dalla fondazione del Pd, a dettare la linea allo stato maggiore dei Democrats sono sempre in due. Spesso manovrando i fili dietro le quinte, anche se a volte preferiscono recitare sul palcoscenico.

 

Come l’ex segretario Veltroni, che quando non ne può più si mette a scrivere: una lunga lettera, ad agosto sul Corriere sulla legge elettorale, e ora un documento firmato da 70 parlamentari del Pd (tra cui molti ex Margherita) che di fatto boccia il Nuovo Ulivo di Bersani e spacca a metà il partito, proprio mentre il PdL cerca di ricomporre la maggioranza a colpi di bacchetta magica dopo lo strappo dei finiani.

D’Alema, invece, è più pigro: impegnato come presidente del Copasir (i servizi segreti), preferisce farsi intervistare. E lo fa puntualmente una volta al mese sui grandi quotidiani per aggiustare la rotta dell’attuale segretario Bersani.

 

E in mezzo al braccio di ferro tra i due veri leader del centrosinistra i giovani del Pd, guidati dal sindaco trentenne di Firenze Matteo Renzi, chiedono l’azzeramento della classe dirigente. E come dargli torto, visto che ormai da quelle parti non si capisce più nulla. Prendiamo i tre punti attorno ai quali si attorciglia da oltre due mesi il dibattito interno. Sulla modifica alla legge elettorale Veltroni propone il ”doppio turno alla francese”, D’Alema un “sistema proporzionale alla tedesca”.

 

Sulle alleanze Veltroni dice che prima bisogna ”allargare il Pd”, riscoprirne la “vocazione maggioritaria” e poi “pensare a un’alleanza riformista”; D’Alema opta invece per “un centro forte che si allea con la sinistra”, ossia un Pd schiacciato su posizioni socialdemocratiche - dove a comandare sono gli ex Pci - e pronto ad allearsi con l’Udc.

 

E il futuro leader della coalizione? Walter sposa la tesi del “papa straniero” (come fu Prodi), ma non fa nomi. Max, in un’intervista a La Stampa, lancia Bersani: “Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa: indebolirlo, magari mentre si è in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale”.

 

Intanto, mentre nel Pd si continua a litigare (e ad annoiare gli elettori), l’outsider Nichi Vendola, leader della sinistra radicale, dal trono della Puglia prepara la sua scalata ai vertici di tutto il centrosinistra.

 

Massimo Morici

Panorama 

su Freedom24  il 1 Settembre 2010

Articolo originale:

http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150276881155331&id=252598960594

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